Lanciato “Sonic Highways”, il nuovo cd dei Foo Fighters

 
 

 

 

Nel 2011 i Foo Fighters di Dave Grohl conquistarono quattro Grammy. Il cd del momento titolava “Wasted Light”. Quel lavoro li fece volare in vetta alle classifiche di mezzo mondo. Sbalorditivo, per una band alternativa, quando alternativa è diventata parola vuota. Oggi che tutto pare alternativo, niente lo è. Comunque i Fighters sono veramente altro nel marasma di note e parole che soffiano in giro e il loro nuovo cd promette di raggiungere le stesse vette di “Wasted Light”. I Foo sono rock e raggiungono un pubblico enorme senza modificare il loro suono.

Grohl è il deus ex machina dei Foo Fighters, ma prima di essere l’inventore di questa band, vale la pena ricordarlo, era il batterista dei Nirvana. Ora suona la chitarra, ma questo probabilmente è solo un particolare. Per Grohl usare bacchette e tamburi o le corde di una Fender è la stessa cosa. L’importante è il risultato artistico non il mezzo. “Sonic Highways”, il nuovo album uscito in novembre, è un lavoro profondo e articolato. Grohl ne parla con impeto e passione ed è super attivo: l’anno scorso ha pure realizzato un film, “Sound City”, dove ha avuto come attore sua maestà Paul McCartney.

Sonic Highways è un’avventura artistica centrata sull’esperienza fatta dai musicisti in otto città americane. In ognuna di queste sono stati intervistati personaggi e artisti che hanno contribuito al loro nuovo album. Di conseguenza le tracce del cd sono spuntate come funghi fioriti nel sottobosco dopo la prima pioggia di settembre. Fra i nomi degli intervenuti non può non fare scalpore quello di Obama. Grohl ha dichiarato di essersi stupito per il cordiale coinvolgimento del Presidente. Infatti quest’ultimo, dopo la premiazione di un soldato, si è dedicato ai Foo con tranquillità assoluta. Dare una medaglia al valore militare e discutere di musica era sembrato a Grohl un binomio azzardato, ma i 15 minuti che il Presidente aveva promesso sono diventati tre quarti d’ora a dialogare su Stevie Wonder .

Anche la figlia dell’ispiratore di Dylan, quel Woody Guthrie spesso citato nei suoi ricordi giovanili, ha partecipato agli incontri. I nomi contattati sono stati tanti: Roky Erickson, Willie Nelson, Dolly Parton e altri. “Gli artisti fanno musica, che sia country come quella di Nelson o rock psichedelico in stile 13th Floor Elevator, poco importa: l’importante è che sia sincera e senza sovrastrutture”, hanno detto i Foo. Una tappa di particolare importanza emotiva è stata Seattle. La città dei Pearl Jam e di Jimi Hendrix, certamente, ma, soprattutto per Grohl, è il luogo dei Nirvana: “In quegli studi i Nirvana incisero il loro ultimo album, mentre i Foo Fighters vi hanno registrato il loro primo cd”, ha commentato il cantautore bolognese Mimmo Parisi, fan dei Foo sin dalla prima ora. Chicago è citato per l’intervento di Buddy Guy, guida artistica di Tom Morello e grande maestro blues. I Bad Brains e Henry Rollins sono accomunati nella puntata della capitale, Washington, indecisa tra monumenti scintillanti e sobborghi diseredati. Insomma un album, quello dei Foo, con un percorso emozionale come pochi. Alle otto città sono quindi dedicate le otto canzoni che costituiscono l’album:

  1. Something From Nothing – Guest Rick Nielsen
  2. The Feast And The Famine – Guest Bad Brains
  3. Congregation – Guest Zac Brown
  4. What Did I Do? / God As My Witness – Guest Gary Clark, Jr.
  5. Outside – Guest Joe Walsh
  6. In the Clear – Guest Preservation Hall Jazz Band
  7. Subterranean – Guest Ben Gibbard
  8. I Am a River – Guest Joan Jett
 Peter Cooper

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