Siamo tutti dimenticabili, i 'grandi' li ricordiamo perchè bisogna portare a casa un bel voto da scuola.

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Il rider che salvò l’Europa

Il rider che salvò l'Europa, il romanzo di Mimmo Parisi per il 2020

L’autore del fortunato Sono tornati i Braccialetti rossiMimmo Parisi, ha in serbo per i suoi fan un nuovo romanzo. Infatti per il 2020 si aspetta il suo prossimo libro che si chiama #Il rider che salvò l’Europa. Il volume è in fase di conclusione.

Per i fan del romanziere che vogliono già da adesso leggere un assaggio del libro, è possibile collegarsi a questo LINK, dove è possibile leggere gratuitamente due dei più formidabili capitoli di Il rider che salvò l’Europa

La storia che scorre impetuosa fra le sue pagine è particolarmente sorprendente. Come già per le altre sue pubblicazioni, anche questa volta il romanziere presenta un protagonista difficilmente da scordare, Gio’. Il personaggio cerca una propria collocazione nell’ambito del racconto; ma per estensione, nella vita reale, visto che lo scrittore è solito ispirarsi alla società che gira intorno a lui e ai suoi fan.

Il protagonista del romanzo

Insomma, questa volta Parisi ha indirizzato la sua attenzione verso una figura che come i venditori di fiori extracomunitari o le utili badanti, è diventata domestica per tutti: il rider. Erano i lontani anni ottanta quando i pony express fecero le loro prime timide apparizioni; ed è inutile negare che abbiano cambiato il paesaggio delle città.

Li si scorge sfrecciare in motorino o in bici, alla ricerca del posto giusto. Appaiono, con il loro cubo colorato ben fissato al loro ‘cavallo’, come ragazzi appassionati di costruzioni Lego. Ma non cercano di costruire, pezzo dopo pezzo, una macchinina o un ponte levatoio di plastica: sono solo alla ricerca del numero giusto dove consegnare il cibo fumante.

Cercano la porta di qualcuno. Ma se questo ‘qualcuno’ non corrisponde alla famigliola che vuol cenare con una 4 stagioni, una formaggio e funghi e…”, diventa un problema. Il rider di Mimmo Parisi, per un imprevedibile errore è diretto verso un indirizzo sbagliato: in un posto dove non hanno fame di  cetrioli e capperi, ma di vendetta.

La misericordia del pontefice verso gli ultimi

Vale la pena ricordare come un Papa particolarmente capace, abbia dato attenzione, all’inizio di questo 2016, a categorie di persone che ancora devono farsi spazio nella calca della ‘normalità’. Jorge Mario Bergoglio rappresenta senza dubbio una delle figure più influenti in circolazione, capace sin da subito di arrivare al cuore dei cristiani che ne seguono con passione il pontificato da circa tre anni. “Fratelli e sorelle, buonasera”, queste sono state le prime parole pronunciate dal Santo Padre sul balcone di Piazza San Pietro la sera del 13 marzo 2013, quando divenne il 266esimo pontefice della Chiesa Cattolica. È stato poi il tempo ad accrescere la credibilità di Papa Francesco. Proprio lui, arrivato in un momento di estrema delicatezza, ha preso il posto del papa emerito Joseph Ratzinger ed ha affrontato ciò che negli anni continuava a far vacillare la stessa Chiesa sotto i tremori degli scandali interni alle mura vaticane, la macchia della pedofilia così difficile da rimuovere e che sempre più ha spinto i fedeli ad allontanarsi dalla fede. Con il suo modo di fare, pacato e rassicurante, Papa Francesco è riuscito a far pensare che un cambiamento radicale all’interno della Chiesa possa davvero avvenire e che ancor prima, una rinascita spirituale debba aver luogo nel cuore dei fedeli.

Per la prima volta ha teso la mano verso gli omosessuali e i divorziati, affidando a Dio il giudizio ultimo delle nostre azioni terrene. È stato poi il momento della donna, figura per cui il pontefice ha richiesto maggior parità di diritti e di rispetto. Qualsiasi argomento è stato affrontato in un momento storico estremamente importante e delicato, con un susseguirsi di tragici eventi tra l’esodo dei migranti in Europa ed i terribili attacchi terroristici portati avanti per mano dell’ISIS. Quando il mondo intero si ritrova ad essere completamente in preda al terrore si rischia con estrema facilità di cedere all’odio e alla disperazione, provocando veri e proprio abissi tra gli esseri umani. Proprio per questo Papa Francesco non ha mai smesso di far riflettere con le sue parole, nel tentativo di riportare il popolo cattolico sulla via della ragione, spesso smarrita tra affanni e pregiudizi.

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