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Premio letterario ILMIOLIBRonline 2017, i vincitori

Concluso ILMIOLIBRonline 2017, i vincitori
In un momento storico dove tutto è effimero, una canzone cantata da un rocker italiano aiuta a sperare in un domani più luminoso dell’Enel. Questo è quello che pensano i due autori, Mimmo Parisi e Diego Romero, i vincitori del premio letterario ILMIOLIBRonline 2017. Il concorso si è chiuso il 3 novembre 2017, sostenuto dalla partecipazione dei fan e dei responsabili delle testate on line che hanno aderito al Premio. I protagonisti del libro vincitore, “In nome del rock italiano”, sono le voci che ci distraggono nelle giornate uguali come fiocchi di neve di montagna. O pigre come le nuvole di settembre. Che ci cambiano per tre minuti la vita. “In nome del rock italiano”,  ovvero, gli artisti che ci coccolano con le giuste parole.
Chi è mio padre? A questo quesito risponde l’opera arrivata al secondo posto, il romanzo “La più amata” di Teresa Ciabatti. Il quesito dell’autrice non mancherà di appassionare i lettori. Chi è Lorenzo Ciabatti? Il medico benefattore che ama i poveri o un uomo calcolatore, violento? Un potente che forse ha avuto un ruolo in alcuni degli eventi più bui della storia recente? Sua figlia, Teresa, decide di scoprirlo, e si ritrova immersa nel liquido amniotico dolce e velenoso che la sua infanzia è stata: domande mai fatte, risposte evasive.
Tocca a Enrico Ruggeri e alla sua autobiografia. Il titolo di questa è “Sono stato più cattivo”. In questa sua autobiografia di 240 pagine uscita per la Mondadori, il cantautore milanese è stato sincero: «Mettere per iscritto la mia vita è stato un percorso molto duro, con momenti di autentico dolore».
Sono parole che scrive Ruggeri nell’ultimo capitolo di «Sono stato più cattivo». E ancora: «L’ho fatto ora perché ho compiuto 60 anni e perché probabilmente mi sento meno impacciato nel raccontare di persone che non vivono più in questo mondo e di altre che non vivono più nel mio mondo».

Di Carlos Ruiz Zafon è presente “Il labirinto degli spiriti”. Un romanzo senza alcun dubbio inebriante. Passioni e intrighi costituiscono il fil rouge che conduce verso avventure entusiasmanti. Ambientato nella Barcellona reale e nel suo rovescio, ci si ritrova a camminare per stradine lugubri. Avvolte nel mistero. Fino a, finalmente, scoprire il gran finale della saga, che qui raggiunge l’apice della sua intensità e al tempo stesso celebra, maestosamente, il mondo dei libri.
“Le otto montagne” di Paolo Cognetti, infine, è il libro che chiude questa classifica voluta dal formidabile gruppo dei lettori on line. La madre di Pietro, un ragazzino di città, lavora in un consultorio di periferia. Il padre è un chimico, e torna a casa ogni sera carico di delusione. I due coniugi, pur in un’esistenza lineare, sono uniti dalla passione comune per la montagna: dove si sono conosciuti e innamorati. Ed è in montagna che, nel paesino di Graines, avviano loro figlio Pietro. Lì trascorrerà tutte le estati in quella Val d’Ayas “chiusa a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l’accesso” ma attraversata da un torrente che lo incanta dal primo momento. E lì ci sarà Bruno, che ha la sua stessa età ma si occupa del pascolo delle vacche e ha una visione naturalistica dell’esistenza.

‘Jack è uscito dal gruppo’, anche il libro di Bernabei a NotaD’Autore2017

 

Cover Image

 

Il Premio letterario ‘NotaD’Autore2017′ si arricchisce di un altro testo. il volume è stato proposto da Annalisa Carta. “Jack è uscito dal gruppo”, come si sa, è stato pubblicato da un autore, in questo caso, molto amato dai ragazzi. Dalla Banda di Tarquinia ai Dearjack, dall’uscita dal gruppo al sole della California: quello di Alessio Bernabei è un sogno che si avvera. Anzi, più sogni. Una strada fatta di alti e bassi, di successi e soprattutto di musica. Quella che scalda il cuore, incendia l’animo dei suoi fan e riempie queste pagine accompagnando foto e memorabilia, backstage e curiosità. Un libro ricco e sincero, in cui Alessio condivide ricordi, desideri e paure, in una parola sola: la sua storia straordinaria.

L’ombra di Battisti, libro

  1. Ecco altri libri che sono stati proposti per il premio letterario ILMIOLIBRonline 2017. Come sempre il valore dell’argomento è alto. La commissione del premio esprime gratitudine per la partecipazione dei lettori. Buona lettura e buona votazione.
    Commissione ILMIOLIBRonline

    La grande stagione della musica italiana affonda le sue radici migliori nel glorioso periodo che va dalla fine degli anni ’50 alla metà dei ’70. Qui si raccolgono canzoni indimenticate e indimenticabili, che ancora danno lustro agli artisti che ne furono artefici. Tra questi ce ne sono cinque legati tra loro da un destino a tratti oscuro e segreto. Buscaglione, Ciampi, Endrigo, Ferrer, Pagani, a diversi livelli hanno conosciuto fama e successo ma anche le ombre del declino, il progressivo allontanamento dalle scene. Il volo nella hit parade, i trionfi mediatici, il credito della critica e il plauso del pubblico furono interrotti da cause persino misteriose, dal male sottile della depressione e del dubbio.

    Un prima e un dopo. Come tutti i grandi artisti, Lucio Battisti ha lasciato un’impronta indelebile nella musica italiana: le sue indimenticabili e rare apparizioni televisive, la sua voce asciutta e fragile, i testi semplici eppure così radicalmente diversi e innovativi, una composizione musicale complessa, accurata, dall’effetto struggente. Lucio Battisti è un autore che ancora oggi ascoltiamo senza esserne mai sazi. In tanti hanno scritto di Lucio Battisti, ma in pochi lo conoscevano davvero; la sua musica è stata discussa, analizzata, amata o odiata, ma dell’uomo si è detto solo quello che la sua profonda riservatezza permetteva.

    “Strawinski è uno di quei ‘representative men’ emersoniani, i quali sembrano sintetizzare nella loro creazione le aspirazioni, le necessità spirituali della loro epoca. Doveva dare al mondo stupefatto la rivelazione totale del suo genio e contemporaneamente creare di colpo uno stile russo interamente nuovo, liquidando definitivamente l’impressionismo post-romantico debussiano e con lui ogni residuo, più o meno palese, dello stile armonico-cromatico dell’Ottocento”.
    In nome del rock italiano
    I nomi italiani che entusiasmano migliaia di appassionati e di semplici ascoltatori li conosciamo tutti: da Alessandra Amoroso a Elisa, dai Pooh alla Premiata Forneria Marconi, ai The Kolors, Edoardo Bennato o Luciano Ligabue, Mengoni, Ferro, Noemi, etc. Insomma, sono quelle voci che attraverso la radio sembrano dirci “Forza, ce la possiamo fare”. Anche se poi e per motivi diversi, con loro, gli artisti, non ci siamo mai incrociati al bar o al cinema. Sono le voci che ci distraggono nelle giornate uguali come fiocchi di neve di montagna. O pigre come le nuvole di settembre. Che ci cambiano per tre minuti la vita. “In nome del rock italiano” (di Mimmo Parisi & Diego Romero), ovvero, gli artisti che ci coccolano con le giuste parole.

    La storia del rock è una cosa meravigliosa. Da questo assunto nasce l’idea di Time after time, un modo originale per raccontare passo passo quello che di notevole, interessante, curioso, memorabile, degno di essere tramandato, è successo nelle cronache del pop-rock dagli albori ad oggi. In una cavalcata divertente, che associa i massimi sistemi agli episodi più periferici, attraversati dai personaggi che hanno popolato le classifiche, gli stadi, i cinema, le trasmissioni radiofoniche e televisive, troviamo migliaia di notizie, nomi, titoli, festival con cui tracciare e ricordare la colonna sonora delle musiche che amiamo.
  2. ‘NotaD’Autore2017′ e ‘ILMIOLIBRonline’, novità

    Siamo felici di ospitare ben due libri del grande Bob Dylan, “Torto marcio” e “Seeing the Real You at Last”. E questo avviene durante un gemellaggio all’insegna della cultura on line. Che dire se non altro grazie ai lettori che si dimostrano sempre all’altezza della situazione? Quindi, ragazzi, grazie infinitamente dal premio ‘NotaD’Autore2017’ e dal premio ‘ILMIOLIBRonline’! Ovviamente il nostro benvenuto va anche al libro “In nome del rock italiano” del cantautore emiliano Mimmo Parisi e all’altro coautore Diego Romero.
    Per quel che riguarda “Torto marcio”, il racconto attraversa diversi strati della società milanese, dalla ricca borghesia agli sfrattati ai nuovi immigrati. A parte la ripetizione di alcuni cliché (l’israeliano cattivo, i poliziotti di Milano più bravi di quelli di Roma), si legge tutto d’un fiato. Ci sono quelli costretti a occupare le case, e se le lasciano incustodite qualcun altro gliele occupa a sua volta. Una lotta tra poveri da una parte, dall’altra i palazzi signorili della Milano bene. I due mondi si sfiorano ma non si compenetrano mai, se non con la violenza. Il colpo di scena finale della trama poliziesca non va svelato. Basti dire che comunque non si salva nessuno. Hanno tutti torto marcio, sia chi abbraccia la forza sia chi cerca di metterci una pezza.Abbondano le citazioni dylaniane. Il protagonista vorrebbe un giorno scrivere un saggio su Dylan, sulla sua poetica, “il senso delle cose, il posto dell’uomo nell’universo, l’uso dell’armonica in Desolation Row, l’amore, la grande canzone americana, la frontiera” perché “del corpo dell’opera, della complessa cosmogonia dylaniana, non si era occupato quasi nessuno”.

    Nel  bel libro di Parisi  e Romero, ci sono i nomi italiani che entusiasmano migliaia di appassionati e di semplici ascoltatori: da Alessandra Amoroso a Elisa, dai Pooh alla Premiata Forneria Marconi, ai The Kolors, Edoardo Bennato o Luciano Ligabue, Mengoni, Ferro, Noemi, etc. Insomma, sono quelle voci che attraverso la radio sembrano dirci “Forza, ce la possiamo fare”. Anche se poi e per motivi diversi, con loro, gli artisti, non ci siamo mai incrociati al bar o al cinema. Sono le voci che ci distraggono nelle giornate uguali come fiocchi di neve di montagna. O pigre come le nuvole di settembre. Che ci cambiano per tre minuti la vita. “In nome del rock italiano” (di Mimmo Parisi & Diego Romero), ovvero, gli artisti che ci coccolano con le giuste parole. Anche e soprattutto in un momento storico dove tutto, attraverso il web, sembra a portata di mano, una canzone cantata da un rocker italiano aiuta a sperare in un domani più luminoso dell’Enel.
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    Nel secondo libro dedicato a Bob Dylan – Seeing The Real You At Last di Britta Lee Shain (Message), non ancora tradotto in italiano – c’è il resoconto di una breve, appassionante quanto catastrofica relazione amorosa tra l’autrice e Bob Dylan e dei loro viaggi in tour dagli USA all’Europa al Medio Oriente. Prima di un suo concerto a Tel-Aviv, Dylan ottiene di arrivarci attraversando l’Egitto, di cui è innamorato. Dimostra inoltre di sentirsi particolarmente legato al Muro del Pianto, dove più volte vuole ritornare. E a Helsinki si verifica la rocambolesca ricerca di una sinagoga in occasione delle festività ebraiche, uno dei tanti gustosi episodi narrati dalla scrittrice.
    Emergono anche lati inquietanti della rockstar, il tutto condito dal consueto proliferare di vizi nella vita on the road. Scopriamo che si tiene in forma allenandosi con la boxe, l’attore Mickey Rourke è stato uno dei suoi sparring partner; è ossessionato dagli scacchi; crede in alcune superstizioni; gira perennemente con un libro nero dove prende appunti; non si fida dei media perché in ebraico la parola significa oscurità (ho provato a fare una ricerca ma, almeno finora, non ho trovato risultati).

La siccità di quest’estate

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In una nota congiunta i deputati veneti del Movimento 5 Stelle Silvia Benedetti eEmanuele Cozzolino intervengono sul tema del rinvio dell’apertura della stagione di caccia, prevista per il 2 settembre, a causa del periodo di . Si legge nella nota: «il rifiuto dell’assessore regionale Pan di accogliere, come buon sensoavrebbe richiesto, la sollecitazione delle diverse associazioni del territorio, nello specifico Wvf, Lipu, Enpa, Lac, Legambiente, Italia Nostra, Pro Natura, Ispra, a posticipare la data di riapertura della caccia a causa della straordinaria siccità che ha segnato questa stagione con gravi conseguenze anche sugli animali, dimostra ancora volta, se ce ne fosse bisogno, l’arretratezza e la sordità di chi governa il nostro territorio, anche per quanto riguarda la gestione faunistica, su cui è stata data ripetutamente prova di incapacità».

In nome del rock italiano

I protagonisti di questo libro, ‘In nome del rock italiano’, sono i musicisti che hanno creato il rock italiano. Tutti. Quelli diventati famosissimi. Quelli diventati famosi. Quelli che hanno scelto un’altra strada per restare, comunque, nel mondo del rock. Quelli che si danno da fare per emergere. Quelli che nasceranno domani e vorranno fare il rock. A dispetto di chi insiste a dire che in Italia il rock è solo di derivazione straniera, Mimmo Parisi e Diego Romero – autori informati del volume – affermano con convinzione che non importa da dove arrivi un imput per far qualcosa, importa invece la risposta.
E in Italia è stata entusiasmante. I ragazzi e, anche se in misura minore per ragioni solo culturali, pure le ragazze hanno fatto sentire la loro partecipazione quando i Beatles hanno dato il via a un fenomeno difficilmente ripetibile. Dal beat praticato con una tecnica strumentale elementare, passando ai guitar heroes, all’hard rock, al metal, al grunge di Seattle, i ragazzi del rock italiano si sono fatti sentire.
Non per niente ci sono stati i New Trolls e la Premiata Forneria Marconi. E i Timoria. E i Pooh. E Luciano Ligabue. Vasco Rossi e tutta la scia di nomi che comprende De Gregori, Carboni, etc. Fino ad arrivare ai nomi che decollano grazie ai talent, come è successo ai bravi The Kolors o Alessio Bernabei.
‘In nome del rock italiano’ prevede una parte narrativa affidata alla penna incandescente e ironica del cantautore e guitar player, Mimmo Parisi. La storia che porta avanti lo scrittore ha come scenografia il concerto dell’1 luglio 2017: quello del Modena Park. Con 220mila spettatori. Ovviamente ci si sta riferendo all’evento organizzato per Vasco Rossi.
Particolare narrativo da segnalare: per tutto lo snodo della storia, Mimmo Parisi, non cita nemmeno una volta il nome del cantante di Zocca. Ne parla sempre usando termini legati alla sua figura. Un escamotage che rende più intrigante la bella storia messa a punto dal cantautore bolognese.

Se la parte narrativa è affidata al conterraneo di Vasco Rossi e Luciano Ligabue, la parte storicistica vede l’intervento del giornalista web Diego Romero. Il blogger ha lavorato con pazienza certosina per mettere a fuoco alcuni dei nomi che, lungi dall’aver usato criteri basati su giudizi soggettivi, ha cercato di offrire in un paesaggio di nomi del rock – ma, attenzione, anche del pop e della musica leggera poiché il termine rock in quest’opera è sentito come atteggiamento nei confronti della società – sapendo che sarebbe stato comunque manchevole. Infatti, ha dichiarato che, nell’eventuale ulteriore edizione, spera di aggiungere altri rappresentanti che hanno fatto grande e originale l’universo del rock italiano.

Di Battista criticato da Gruber e Mieli

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Se mai esistano parlamentari garbati, essi potrebbero eleggere come modello da imitare Di Battista. A Otto e Mezzo, condotto con alterna fortuna da una conduttrice spesso di parte, il rappresentante M5S è stato, ieri su La7, messo ai RX. Mieli, con cipiglio da paternale, è stato sempre a chiedere cosa proporrebbe il M5S per la tal cosa. A questo superato signore è sfuggito che tutti i politici, salvo alcuni, hanno sempre affermato di essere lì per il popolo facendo solo i fatti loro. Intanto guadagnavano, come probabilmente Mieli e Gruber, stipendi non proprio popolari. Il M5S solo per la caratteristica di guadagnare 1/4 degli altri sedicenti salva popolo, meriterebbero rispetto. Non dubbi e ironia mal nascosta.

Comunque, Alessandro Di Battista, ospite di Otto e Mezzo (La7), rispondendo a una domanda di Paolo Mieli ha criticato l’atteggiamento di Minniti e parlato del tema dei migranti: “Minniti è un ministro e sta dicendo solo ora queste cose, in vista della campagna elettorale. Io devo valutare anche gli anni di fatti dei governi a guida PD. Giustissimo fare i minuti di raccoglimento per le vittime ma io ho le scatole piene dei minuti di silenzio, dopo 3 anni che ogni proposta del M5S viene bocciata in parlamento”.

E’ finito lo champagne per Formigoni?

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Se c’è un’immagine che può raccontare meglio di qualsiasi descrizione la corruzione di Roberto Formigoni basta cercare su Google l’immagine di una delle tante vacanze dell’allora presidente della Regione Lombardia.

Il mare cristallino raggiunto con voli privati, le barche, gli occhiali da sole, il sorriso. Ma quelle vacanze, di cui il Celeste non mai stato in grado di presentare una sola ricevuta, venivano pagate con le mazzette, accumulate pazientemente dal faccendiere Pierangelo Daccò e l’ex assessore Antonio Simone. Il governatore definito “spregiudicato” dai giudici, in cambio, garantiva alla Fondazione Maugeri e all’ospedale San Raffaele atti di Giunta che facevano ottenere alle due strutture rimborsi per prestazioni sanitarie che non avrebbero potuto ottenere altrimenti: circa 200 milioni per il solo istituto pavese.

La procura di Milano contestava all’attuale senatore di Ap di aver goduto di viaggi e vacanze, cene e un lusso sfrenato per 8 milioni di euro. I magistrati, che il 22 dicembre dell’anno scorso lo hanno condannato a sei anni, hanno invece stabilito che quelle che nel campo di imputazione si chiamano utilità per un valore di “almeno sei milioni di euro“.Formigoni corrotto con almeno sei milioni di euro
Il Tribunale di Milano “ritiene che le utilità corrisposte a Formigoni in esecuzione dell’accordo corruttivo, tra il 2006 ed il 2011, siano stimabili nell’ordine di almeno sei milioni di euro, a fronte di circa 120 milioni di euro e di circa 180 milioni di euro che, nello stesso periodo, vengono erogati dalla Regione rispettivamente a Fondazione Salvatore Maugeri e Ospedale San Raffaele”.
Nelle 719 pagine di motivazione del verdetto depositate oggi le toghe, Gaetano La Rocca presidente, Angela Laura Minerva e Marco Formentin tutti e tre estensori del documento, dedicano l’intero capitolo 10 alle regalie esaminandole una a una, “le utilità percepite dal Presidente Formigoni, suddividendole in alcune macrocategorie per comodità espositiva: imbarcazioni; vacanze di Capodanno ed altri viaggi; villa in Arzachena – Località Li Liccioli; denaro contante; finanziamento elettorale di 600.000 euro“. Fuori dall’elenco le “cene in ristoranti di lusso organizzate da Daccò in onore del Presidente della Regione. Pur avendo tali cene, indubbiamente, un ritorno in termini di immagine per Formigoni – si legge nelle motivazioni – esse rispondevano anche al tornaconto di Daccò, che in questo modo accreditava (soprattutto agli occhi dei funzionari della Regione e dei Direttori Generali) la sua immagine di imprenditore del settore Sanità molto vicino al Presidente”. Non appare dunque “congruo considerare tali cene come parte del sinallagma corruttivo”.

Pennacchi non gradisce il partito dei cani furbi

 

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 “Un partito degli animali in sé per sé non serve a un cazzo. Io sono classe operaia e voto il Pd”

Allo scrittore Antonio Pennacchi non importa niente del movimento animalista di Forza Italia. Ma avverte: “Il tema è molto più serio di quel che potrebbe sembrare”.

La sinistra dovrebbe occuparsi di più di cani e gatti?
“Ma figurati, con tutti i problemi che ci sono. La sinistra pensasse agli operai , alle periferie, alle classi deboli, alla gente in difficoltà. A livello globale, poi, in molte parti del mondo abbiamo ancora il problema di garantire la sopravvivenza alla specie umana”.

Quindi un partito animalista per lei è inutile?
“E a chi serve? Allora facciamo pure il partito della Bellucci perché è bella e piace agli italiani”.

Lei è animalista?
“Guardi, io non sono nemmeno vegetariano. Il mio piatto preferito sono le salsicce con i fagioli in umido. Però le dico che, se c’è scintilla divina in me e in lei, non può non esserci anche negli animali. Ho avuto cani e gatti e l’ho percepito, su questo non ci piove. La questione va inquadrata in altro modo”.

E sarebbe?
“Il tema è il rapporto fra l’uomo e gli animali, che va collocato nell’arco generale della storia e correlato alla continua avanzata del progresso umano”.

Vengono prima i diritti dell’uomo o quelli degli animali?
“Non è una questione di anteporre gli uni agli altri. Bisogna cominciare a valutare la possibilità di mettere sullo stesso piano i diritti degli animali per affrettare il nostro processo di riconoscimento dei diritti degli uomini”.

E, filosoficamente parlando, qual è il problema centrale della civilizzazione umana?
“Il superamento definitivo della violenza, sia sugli altri uomini che sulle altre forme di vita. È come il rapporto dei servizi di qualità sui treni. È giusto investire sull’alta velocità o investire sul pendolarismo? In realtà si migliorano gli standardi medi solo ampliando quelli di eccellenza”.

È questo obiettivo è realistico?
“Non ancora. La storia non conosce scorciatoie. Prendiamo la questione della caccia. Un milione di anni fa era necessaria per la sopravvivenza. Oggi una cosa è considerarla da un quartiere centrale di Roma, un altro è vederla da un paesino di montagna. Che magari senza cacciatori rischia di spegnersi. Alla civiltà ci siamo arrivati da poco. La storia delle mentalità ha tempi molto più lunghi”.

Premio Letterario ‘NotaD’Autore2017’

Regolamento Premio Letterario ‘NotaD’Autore2017’

Premio Letterario ‘NotaD’Autore2017’
Premio Letterario ‘NotaD’Autore2017’

II edizione on line – anno 2017
Per opere edite 

NORME DI CONCORSO

Il gruppo Lettori del terzo Millennio, presidente Armando Paci, con la collaborazione di tutte le testate culturali che abbiano all’interno delle loro pubblicazioni, un particolare interesse per la ‘musica scritta’, ovvero libri redatti da chi, ufficialmente, opera nel campo della musica, organizzano un Concorso Letterario per opere edite.
Il concorso è denominato Premio Letterario ‘NotaD’Autore2017’ e si articola nelle seguenti sezioni:

• Narrativa
• Poesia
• Premio Speciale della Giuria

Il Premio è dotato:

Di 50 libri cartacei da suddividersi fra i lettori che presenteranno la miglior recensione di Narrativa;
Di 30 libri cartacei da suddividersi fra i lettori che presenteranno la miglior recensione di Poesia;
Di 20 libri cartacei da suddividersi fra i lettori indicati dai giornalisti del Premio Speciale della Giuria.

NORME GENERALI

1. La partecipazione è aperta a tutti i narratori e scrittori che, a qualsiasi titolo, operano nel campo della musica, quindi cantautori, strumentisti etc.

2. I libri saranno proposti dal Comitato organizzatore il concorso on line. I lettori possono suggerire dei testi che, se giudicati rispondenti alle attese della Redazione del Premio Letterario ‘NotaD’Autore2017’, saranno sicuramente accolti. A questo proposito, i proponenti dovranno indicare, in un foglio separato ed allegato alla spedizione dei volumi, le proprie generalità (nome, cognome, indirizzo, contatto telefonico e email).

3. I volumi di narrativa e di poesia che si vogliono proporre in quanto giudicati adatti al concorso, devono essere spediti, in numero di 2 copie, direttamente alla segreteria del premio entro e non oltre il 30 settembre 2017 (farà fede la data del timbro postale).

4. È consentito proporre anche opere di marca teatrale, purché gli autori siano dei musicisti.

5. Il giudizio della Giuria è inappellabile.

6. La partecipazione al concorso comporta la piena accettazione del presente regolamento. L’inosservanza di una qualsiasi delle norme costituisce motivo di esclusione.

7. Le opere concorrenti non verranno restituite.

8. La data e il luogo di premiazione verranno tempestivamente comunicate on line.

9. La Giuria non è tenuta a rendere pubblici i titoli delle opere escluse dalla premiazione finale.

10. Saranno premiati, se sarà il caso, oltre i vincitori, due finalisti delle sezioni Poesia e Narrativa.

11. Per l’assegnazione del Premio non è necessario che l’autore finalista sia presente alla cerimonia di premiazione, poiché il target del concorso è quello di avvicinare il lettore alla produzione letteraria dei musicisti. Ovviamente, la presenza dell’autore che vorrà presenziare, sarà graditissima.

12. L’opera che ottiene il maggior numero di voti dai lettori on line, è vincitrice del Premio Letterario ‘NotaD’Autore2017’, II edizione on line. Comunque, saranno citate anche almeno altre 3 opere che seguono il libro vincitore.

13. Per quanto non previsto dal presente bando valgono le deliberazioni della Giuria.

NORME PARTICOLARI

Premio Speciale della Giuria

Il Premio è un riconoscimento che la Giu

Frontex, Ong e scafisti

Frontex: "Le navi delle Ong? Taxi degli immigrati"

Foto ANSA

“In alcuni casi gli scafisti danno telefoni ai migranti con i numeri telefonici di alcune Ong. È quanto ci hanno raccontato gli stessi migranti”. Fabrice Leggeri, direttore esecutivo di Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere, ascoltato dalla Commissione Difesa del Senato, torna a denunciare collusioni tra Ong e scafisti. Le navi delle organizzazioni umanitarie nei fatti svolgono il ruolo di taxi per clandestini, come già riferito in precedenza dallo stesso Leggeri.

E ancora: “Altri testimoni indicano che libici in uniforme, che somigliano vagamente ad una Guardia costiera libica, sarebbero in contatto con Ong quando ci sono operazioni di soccorso: non si tratta di libici della Guardia costiera che noi formiamo, ma di libici che controllano una parte del territorio ad ovest di Tripoli”. Il numero uno di Frontex ricorda che l’invasione “incentivata” finisce per causare morti su morti. “È un fatto che nel Mediterraneo centrale si vive una situazione terribile e per certi versi paradossale, visto che aumenta il numero delle imbarcazioni che fanno soccorso e al tempo stesso cresce il numero delle vittime: più di 4.500 l’anno scorso, a fronte delle 2.800 del 2015″.

Da sottolineare l’anomalia dei “salvataggi” ormai appannaggio delle Ong, con un incremento certamente sospetto. È un “paradosso” che le Ong facciano così tanti soccorsi di immigrati in mare, “circa un terzo”, “quando non ci sono mai stati tanti così tanti mezzi pubblici dispiegati in mare da Ue e Italia: una cosa abbastanza strana“. Appunto. Del resto si tratta di flotte appositamente finanziate da “poteri forti” come per esempio lo speculatore George Soros.

Nulla di spontaneo insomma. “A partire dall’estate scorsa abbiamo costatato che il numero di soccorsi in mare da parte dalle Ong stava aumentando. Ora è di circa un terzo. La quota di Frontex in questo momento è del 12%, quella di Eunavfor Med circa del 10%. Quindi le Ong sono protagoniste, attori principali del soccorso in mare ed è una cosa sorprendente, perchè c’è un altissimo numero di mezzi marittimi pubblici in mare”. Leggeri descrive i mezzi (costosissimi) di cui dispongono le organizzazioni non governative: “8 navi nel Mediterraneo centrale più un aereo”. Il recupero degli immigrati avviene al largo della costa libica: “Prima i soccorsi avvenivano a metà strada tra Sicilia e coste libiche, oggi invece avvengono a 20-25 miglia nautiche dalle coste libiche, a volte anche in acque territoriali“.