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E’ finito lo champagne per Formigoni?

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Se c’è un’immagine che può raccontare meglio di qualsiasi descrizione la corruzione di Roberto Formigoni basta cercare su Google l’immagine di una delle tante vacanze dell’allora presidente della Regione Lombardia.

Il mare cristallino raggiunto con voli privati, le barche, gli occhiali da sole, il sorriso. Ma quelle vacanze, di cui il Celeste non mai stato in grado di presentare una sola ricevuta, venivano pagate con le mazzette, accumulate pazientemente dal faccendiere Pierangelo Daccò e l’ex assessore Antonio Simone. Il governatore definito “spregiudicato” dai giudici, in cambio, garantiva alla Fondazione Maugeri e all’ospedale San Raffaele atti di Giunta che facevano ottenere alle due strutture rimborsi per prestazioni sanitarie che non avrebbero potuto ottenere altrimenti: circa 200 milioni per il solo istituto pavese.

La procura di Milano contestava all’attuale senatore di Ap di aver goduto di viaggi e vacanze, cene e un lusso sfrenato per 8 milioni di euro. I magistrati, che il 22 dicembre dell’anno scorso lo hanno condannato a sei anni, hanno invece stabilito che quelle che nel campo di imputazione si chiamano utilità per un valore di “almeno sei milioni di euro“.Formigoni corrotto con almeno sei milioni di euro
Il Tribunale di Milano “ritiene che le utilità corrisposte a Formigoni in esecuzione dell’accordo corruttivo, tra il 2006 ed il 2011, siano stimabili nell’ordine di almeno sei milioni di euro, a fronte di circa 120 milioni di euro e di circa 180 milioni di euro che, nello stesso periodo, vengono erogati dalla Regione rispettivamente a Fondazione Salvatore Maugeri e Ospedale San Raffaele”.
Nelle 719 pagine di motivazione del verdetto depositate oggi le toghe, Gaetano La Rocca presidente, Angela Laura Minerva e Marco Formentin tutti e tre estensori del documento, dedicano l’intero capitolo 10 alle regalie esaminandole una a una, “le utilità percepite dal Presidente Formigoni, suddividendole in alcune macrocategorie per comodità espositiva: imbarcazioni; vacanze di Capodanno ed altri viaggi; villa in Arzachena – Località Li Liccioli; denaro contante; finanziamento elettorale di 600.000 euro“. Fuori dall’elenco le “cene in ristoranti di lusso organizzate da Daccò in onore del Presidente della Regione. Pur avendo tali cene, indubbiamente, un ritorno in termini di immagine per Formigoni – si legge nelle motivazioni – esse rispondevano anche al tornaconto di Daccò, che in questo modo accreditava (soprattutto agli occhi dei funzionari della Regione e dei Direttori Generali) la sua immagine di imprenditore del settore Sanità molto vicino al Presidente”. Non appare dunque “congruo considerare tali cene come parte del sinallagma corruttivo”.

Pennacchi non gradisce il partito dei cani furbi

 

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 “Un partito degli animali in sé per sé non serve a un cazzo. Io sono classe operaia e voto il Pd”

Allo scrittore Antonio Pennacchi non importa niente del movimento animalista di Forza Italia. Ma avverte: “Il tema è molto più serio di quel che potrebbe sembrare”.

La sinistra dovrebbe occuparsi di più di cani e gatti?
“Ma figurati, con tutti i problemi che ci sono. La sinistra pensasse agli operai , alle periferie, alle classi deboli, alla gente in difficoltà. A livello globale, poi, in molte parti del mondo abbiamo ancora il problema di garantire la sopravvivenza alla specie umana”.

Quindi un partito animalista per lei è inutile?
“E a chi serve? Allora facciamo pure il partito della Bellucci perché è bella e piace agli italiani”.

Lei è animalista?
“Guardi, io non sono nemmeno vegetariano. Il mio piatto preferito sono le salsicce con i fagioli in umido. Però le dico che, se c’è scintilla divina in me e in lei, non può non esserci anche negli animali. Ho avuto cani e gatti e l’ho percepito, su questo non ci piove. La questione va inquadrata in altro modo”.

E sarebbe?
“Il tema è il rapporto fra l’uomo e gli animali, che va collocato nell’arco generale della storia e correlato alla continua avanzata del progresso umano”.

Vengono prima i diritti dell’uomo o quelli degli animali?
“Non è una questione di anteporre gli uni agli altri. Bisogna cominciare a valutare la possibilità di mettere sullo stesso piano i diritti degli animali per affrettare il nostro processo di riconoscimento dei diritti degli uomini”.

E, filosoficamente parlando, qual è il problema centrale della civilizzazione umana?
“Il superamento definitivo della violenza, sia sugli altri uomini che sulle altre forme di vita. È come il rapporto dei servizi di qualità sui treni. È giusto investire sull’alta velocità o investire sul pendolarismo? In realtà si migliorano gli standardi medi solo ampliando quelli di eccellenza”.

È questo obiettivo è realistico?
“Non ancora. La storia non conosce scorciatoie. Prendiamo la questione della caccia. Un milione di anni fa era necessaria per la sopravvivenza. Oggi una cosa è considerarla da un quartiere centrale di Roma, un altro è vederla da un paesino di montagna. Che magari senza cacciatori rischia di spegnersi. Alla civiltà ci siamo arrivati da poco. La storia delle mentalità ha tempi molto più lunghi”.

Frontex, Ong e scafisti

Frontex: "Le navi delle Ong? Taxi degli immigrati"

Foto ANSA

“In alcuni casi gli scafisti danno telefoni ai migranti con i numeri telefonici di alcune Ong. È quanto ci hanno raccontato gli stessi migranti”. Fabrice Leggeri, direttore esecutivo di Frontex, l’agenzia europea per il controllo delle frontiere, ascoltato dalla Commissione Difesa del Senato, torna a denunciare collusioni tra Ong e scafisti. Le navi delle organizzazioni umanitarie nei fatti svolgono il ruolo di taxi per clandestini, come già riferito in precedenza dallo stesso Leggeri.

E ancora: “Altri testimoni indicano che libici in uniforme, che somigliano vagamente ad una Guardia costiera libica, sarebbero in contatto con Ong quando ci sono operazioni di soccorso: non si tratta di libici della Guardia costiera che noi formiamo, ma di libici che controllano una parte del territorio ad ovest di Tripoli”. Il numero uno di Frontex ricorda che l’invasione “incentivata” finisce per causare morti su morti. “È un fatto che nel Mediterraneo centrale si vive una situazione terribile e per certi versi paradossale, visto che aumenta il numero delle imbarcazioni che fanno soccorso e al tempo stesso cresce il numero delle vittime: più di 4.500 l’anno scorso, a fronte delle 2.800 del 2015″.

Da sottolineare l’anomalia dei “salvataggi” ormai appannaggio delle Ong, con un incremento certamente sospetto. È un “paradosso” che le Ong facciano così tanti soccorsi di immigrati in mare, “circa un terzo”, “quando non ci sono mai stati tanti così tanti mezzi pubblici dispiegati in mare da Ue e Italia: una cosa abbastanza strana“. Appunto. Del resto si tratta di flotte appositamente finanziate da “poteri forti” come per esempio lo speculatore George Soros.

Nulla di spontaneo insomma. “A partire dall’estate scorsa abbiamo costatato che il numero di soccorsi in mare da parte dalle Ong stava aumentando. Ora è di circa un terzo. La quota di Frontex in questo momento è del 12%, quella di Eunavfor Med circa del 10%. Quindi le Ong sono protagoniste, attori principali del soccorso in mare ed è una cosa sorprendente, perchè c’è un altissimo numero di mezzi marittimi pubblici in mare”. Leggeri descrive i mezzi (costosissimi) di cui dispongono le organizzazioni non governative: “8 navi nel Mediterraneo centrale più un aereo”. Il recupero degli immigrati avviene al largo della costa libica: “Prima i soccorsi avvenivano a metà strada tra Sicilia e coste libiche, oggi invece avvengono a 20-25 miglia nautiche dalle coste libiche, a volte anche in acque territoriali“.

Hollande striglia Macron: “Non è ancora fatta”

Presidenziali Francia, Hollande striglia Macron: "Non è ancora fatta"

Cara Fornero, io sono Bersani e abbiamo la stessa etica

 Bersani: cara Fornero, con lei si può parlare


Qualche giorno fa, quello che sembrava la parte più onesta del Pd, è stato ospite di Floris. Quest’ultimo lo ha fatto interloquire con la signora Fornero . A momenti si baciavano. Incredibile, la Fornero che è stata capace di combinare guai irrisolvibili agli italiani – più di Berlusconi che, va da se, non scherza – ha dichiarato che Bersani è una persona con la quale è possibile conversare. Lui idem.

Ma come spera quest’uomo di fare breccia negli elettori anti-Renzi? Doveva starsene zitto. E andarsene a casa. Come tutta la vecchia guardia dei partiti.  E la tv dovrebbe finirla di ospitare la Fornero (a proposito, quando si decideranno i giudici a chiedere i danni fatti al Paese, a lei e al suo compare Monti? ). Comunque e parlando di separazione, tanto tuonò che piovve. Alla fine lo psicodramma della scissione si risolve in una fuoriuscita di 20 deputati – forse meno – e 12 senatori.

Quanto basta per formare gruppi parlamentari, certo, ma alzi la mano chi prevedeva che a seguire  fossero 20 deputati (su 303) e 12 senatori (su 118). Soprattutto tenendo conto che le liste le fece proprio Bersani, che nel 2013 era il segretario del Pd. E’ vero che i gruppi bersaniani verranno rimpolpati da parlamentari che fanno riferimento ad Arturo Scotto , separatosi egli stesso da Sinistra Italiana: ma resta da vedere se due gruppi scissionisti faranno una forza coesa e soprattutto come.

Se  gli scissionisti di SI si affrettano ad annunciare in una conferenza stampa nel tardo pomeriggio alla Camera che  ci sarà un gruppo parlamentare con i fuoriusciti bersaniani e che dunque  Alfredo D’Attorre e Stefano Fassina tornano dalla stessa parte di Bersani e Speranza, è ancora da verificare quanti e chi li seguiranno. Non saranno pochi i travagli del neonato gruppo, che intende aprire un dialogo con Giuliano Pisapia per una “costituente progressista”, dato che i bersaniani sostengono il governo Gentiloni e gli scottiani no, nonostante le parole distensive di D’Attorre: possibile il sostegno al governo su alcuni punti. Ecco, mettiamo che il punto sia questo: quando si tratterà di votare il pacchetto sicurezza o il provvedimento sui voucher come si comporterà la nuova sinistra?

 

Il racconto ‘L’armonica a bocca’

Una storia tratta dal libro 'Racconti di periferia'

 

Il racconto ‘L’armonica a bocca’ è stato ripubblicato. Qualche riflessione, a seguire. E’ solo una questione di contingenza, la causa della rabbia verso coloro che hanno una situazione economica da nababbo? Insomma e detta in termini pragmatici, se una famiglia riesce a campare, ed altri (magari intrallazzoni e scarsamente portati al lavoro) guadagnano 100 o 200 o 500 volte più, ci si può indignare ma, poi, non soffrirci più di tanto?
Quindi e seguendo questa esegesi, solo se quella famiglia giunge alla “alla fame”, avrebbe pienamente diritto ad incazzarsi? E’ così? E’ un’ingiustizia tremenda permettere a chiunque, genio artistico o politico o qualsiasi altra qualifica, di impossessarsi di beni che – per forza e comunque la si voglia vedere la faccenda!-saranno tolti agli altri meno fortunati. Per qualsiasi causa. Già, ma questa situazione, com’è percepita dalle persone ‘comuni’?
Vale la pena ricordare, ad esempio, come attualmente i ‘geni’ acchiappa soldi siano ripagati in maniera folle. È folle chi li spende, è folle chi accetta questo stato di cose. Basti citare quando, nel ‘lontano’ 2014, Sergio Marchionne guadagnò oltre 60 milioni di euro,  il Ceo di Fiat-Chrysler, per questo,  gli diede un premio perché  le sue attività valorizzarono le azioni dell’azienda. C’è qualcosa di scarsamente etico in tutto questo. Non è morale che si continui in questo modo. Di questo tratta la storia estrapolata dal libro ‘Racconti di periferia’, 2° dopo Ligabue al premio letterario ‘NotaD’Autore2016’, dello scrittore e cantautore Mimmo Parisi.

Premio “NotaD’autore2016″: verso la conclusione

 

 

Per tutti gli appassionati di scrittura cantautorale, ecco gli aggiornamenti dal Premio per cantautori che scrivono anche narrativa. In dirittura di arrivo i lavori per la segnalazione delle opere più significative provenienti dalla penna dei cantautori. Il comitato del Premio “NotaD’Autore2016”, passato quest’anno sul web e diretto come al solito da Mirko Da Milano, sta vagliando le ultime votazioni dei lettori. Il 2016 si è dimostrato foriero di importanti e, soprattutto, interessanti elaborati collegati alla narrativa di marca cantautorale. Appena possibile, saranno indicati gli autori che hanno ricevuto più letture con il classico ‘like’ del linguaggio on line.
Intanto si vogliono ringraziare le testate che hanno aderito al Premio “NotaD’Autore2016”. Fra le diverse si ricordano ‘Cinepoprock’, ‘Chitarre20’, ‘PoliticaPress’, ‘Tuttorocksound’, ‘Band’.

Dylan Dog, il detective londinese

 

Non sono mica Dylan Dog

Il fascino di Dylan Dog, le atmosfere neogotiche, l’impianto surreale, la filosofia esistenzialista che permeavano – e continuano a farlo – le sue storie, coinvolsero un’intera generazione di giovanissimi italiani sospesi tra adolescenza ed età adulta. E convinse, tra l’altro, non pochi di loro a intraprendere o consolidare in maniera professionale i loro percorsi artistici e letterari. Il 26 settembre partiranno le celebrazioni per il trentennale di “Dylan Dog”, serie a fumetti horror-mystery creata dallo scrittore, sceneggiatore e giornalista Tiziano Sclavi per la Sergio Bonelli Editore. La collana, uscita quasi in sordina nel cuore degli anni Ottanta del secolo scorso, si trovò nei suoi primi mesi di vita a fare i conti con vendite che non decollavano, prima di incanalarsi verso un successo deflagrante. All’inizio degli anni Novanta, infatti, “Dylan Dog” poteva contare su quasi un milione di lettori che, mensilmente, si dividevano tra l’acquisto di albi inediti, numeri speciali e ristampe di volumetti esauriti.

A celebrare il detective londinese, vi è anche la partecipazione del sonwriter bolognese, Mimmo Parisi. Il brano che presenta si chiama, “Non sono mica Dylan Dog”. E’ stato pubblicato sugli store digitali, l’11 settembre 2016.

Pensionati anti-Letta

Dopo due anni, ancora in giro con la storia dei prelievi. La Corte costituzionale ha dichiarato legittimo il prelievo di solidarietà sulle pensioni d’oro introdotto dal Governo Letta nel 2014. I giudici della Consulta hanno, infatti, respinto le questioni di costituzionalità sollevate con ordinanze di rimessione da diverse sezioni giurisdizionali regionali di Corte dei Conti. La Consulta, si legge in una nota, “ha respinto le varie questioni di costituzionalità relative al contributo, che scade nel dicembre 2016, sulle pensioni di importo più elevato, escludendone la natura tributaria e ritenendo che si tratti di un contributo di solidarietà interno al circuito previdenziale, giustificato in via del tutto eccezionale dalla crisi contingente e grave del sistema”.

Nel comunicato diffuso dal Palazzo della Consulta si sottolinea inoltre che “la Corte ha anche ritenuto che tale contributo rispetti il principio di progressività e, pur comportando innegabilmente un sacrificio sui pensionati colpiti, sia comunque sostenibile in quanto applicato solo sulle pensioni più elevate, da 14 a oltre 30 volte superiori alle pensioni minime”.

Ligabue e Parisi, i loro nuovi libri

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Il rock è anche narrativa. Sono di scena nei web store e da qualche giorno, due nuovi libri che sanno di blues e rock metropolitano. I due narratori rock di questo articolo, sono il popolarissimo Ligabue e il cantautore emergente Parisi. Quest’ultimo, col nome de guerre di Mimmo Parisi, è songwriter fuori dai grandi giri e dedito a una forma cantautorale che predilige la denuncia sociale. Su Luciano non vi è molto da aggiungere che possa ulteriormente segnalare la sua straordinaria figura. Su di lui si sono scritti fiumi di parole. Al limite vale la pena confermare che, nel panorama italiano e tra i cantautori di impronta rock, è forse il personaggio più rappresentativo. Comunque, il tema che interessa in questo frangente, è l’uscita di due libri. Il primo che si cita è “Scusate il disordine” di Luciano Ligabue. Il secondo, va da se, è “Racconti di periferia” di Mimmo Parisi. Pur appartenendo a ‘penne’ abituate al rock, e pertanto contigue negli intenti, pare tuttavia straordinaria la vicinanza tra questi due libri. Sia “Scusate il disordine” di Ligabue, sia “Racconti di periferia” di Parisi sono volumi che usano il racconto come vettore per le invenzioni letterarie degli autori. Pertanto e per forza maggiore, i personaggi che funzionano da attori nei due libri, sono eterogenei: rappresentativi di una società che i due cantautori/scrittori usano come luogo per la loro personale narrazione. I due volumi sono stati pubblicati nello stesso mese: Ligabue il 10 maggio 2016, Parisi il 31 maggio 2016.

(A cura di Lena Biolcati, redattrice Tuttorocksound)